Storia

L’esistenza di Gemona viene menzionata da Paolo Diacono nella sua “Historia Langobardorum“, il quale riporta che nel 611 era considerato un castello inespugnabile.

Fin dall’epoca preistorica, però, Gemona era uno dei punti di passaggio obbligati e più importanti della strada che dall’Adriatico si dirigeva verso i valichi alpini nord-orientali. La pianura dove oggi sono sviluppati gran parte degli insediamenti urbani una volta era dominata dalle paludi del fiume Tagliamento e il percorso più sicuro e obbligato era quello che prevedeva il passaggio per l’odierno centro storico per poi proseguire verso l’alto Friuli. I primi insediamenti celtici possono essere catalogati attorno al 500 a.C. nell’attuale borgata che oggi prende il nome di Godo. È proprio lì che tutt’oggi è ancora presente la fontana Silans (Silans in latino significa proprio fonte) che conferma ancor di più che anche in epoca romanica la via Julia Augusta attraversava questi territori, tesi avvalorata inoltre dai numerosi reperti archeologici che sono stati rinvenuti in quell’area.

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Nella seconda metà del XII secolo fu libero comune, con propri statuti, mentre nel XIII e XIV secolo fu importante centro di traffici commerciali sotto il Patriarcato di Aquileia: con l‘istituto del Niederlech (“scarico”), si imponeva infatti ai mercanti in transito di depositare le merci e pagarvi un dazio e di trascorrere la notte in città. La prosperità ne fece anche un centro di primaria importanza, arricchito da chiese e dimore signorili, con cinta muraria protetta da un castello.

Dopo la diminuzione dei traffici a seguito della conquista da parte della Repubblica di Venezia nel 1420 la cittadina ebbe un lungo periodo di declino, fino alla ripresa nella seconda metà del XX secolo.

Il comune di Gemona assunse la denominazione di Gemona del Friuli nel 1935.

(tratto da wikipedia.org)